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Violenza? Non ci sto!

Giovedì, 01 Settembre 2016 - 10:12 Stampa la notizia: Violenza? Non ci sto!

di Andrea Šumenjak

Rieccoci dopo la breve pausa estiva, pronti a riprendere il nostro lavoro. Mentre ancora mi trovavo a Cherso, dove ormai dal 1980 la mia famiglia trascorre le vacanze estive, valutavo il taglio da dare al fondo di settembre. Purtroppo, le tristi vicende di quel lunedì nero all’Ospedale di Isola, mi hanno fatto prendere la decisione di soffermarmi sul problema della violenza.

Conosco tante persone che hanno problemi, anche molto seri, di salute. Conosco anche molti medici e so quanto pesante sia il loro lavoro. Conosco anche i problemi del sistema sanitario che, se dal punto di vista tecnologico è sempre più all’avanguardia, dal punto di vista sociale, a causa del sempre più graffiante capitalismo neoliberista, diventa di anno in anno sempre più lontano dal paziente. Come se non bastasse, la nostra società si sta sempre di più nettamente dividendo fra una manciata di ricchi, ricchissimi, e una crescente armata di poveri, addirittura sotto la soglia di sopravvivenza.

Non vorrei a questo punto lodare il sistema sanitario della defunta Jugoslavia, ma sta di fatto che allora lo stato devolveva molti più soldi alla sfera sociale che non oggi. E anche se è chiaro che la Slovenia di oggi non è più socialista, nella sua Costituzione sta pur sempre ancora scritto che è uno Stato sociale...

Dall’indipendenza fino ad oggi siamo stati testimoni di grandi fallimenti di fabbriche e imprese che erano fiori all’occhiello dell’ex Jugoslavia, fallimenti causati da coloro che poi hanno prontamente acquistato per pochi soldi le stesse imprese - ma non per farle di nuovo lavorare, per farle crescere, ma per intascare tutti i soldi, mandando in strada i lavoratori.

Il nuovo sistema socio-politico e la “tycoonizzazione” hanno portato inevitabilmente anche ad un rapido aumento delle varie forme di criminalità e violenza. Per certe persone, poi, la democrazia significa libertà di dire e di fare ciò che si vuole: dalle violenze verbali, fisiche, arrivando all’eliminazione vera e propria.

Non riesco a non pensare a quel tragico lunedì nel quale un paziente armato è andato in ospedale ad ammazzare il suo medico. Il motivo? Non è ancora chiaro, ma sembra che l’uomo (un ex pregiudicato), ammalato di cancro alla prostata, sia andato fuori di testa perché avrebbe dovuto attendere, a suo avviso, troppo tempo per essere operato. D’altro canto penso al dottore messicano che dal suo Paese mattatoio, dove in base ai dati di Amnesty International, dal dicembre 2006 al novembre 2012 sono state uccise 136.100 persone, cinquantatre persone al giorno, 1.620 al mese, 19.442 all’anno, era venuto in Slovenia anche perché il nostro è un Paese decisamente più sicuro e calmo, dove gli omicidi non sono certo paragonabili ai livelli sudamericani.

Ma cosa può spingere un uomo, anche se arrabbiato così tanto da andare fuori di testa, a uccidere - non dimentichiamo che oltre al suo medico ha ammazzato anche un poliziotto, ferendone un altro? I filosofi fanno discrimini tra violenze giuste e ingiuste. Io non ci sto. Per me violenza è solo violenza: sia verbale sia fisica, sempre violenza è. E al posto della violenza ci dovrebbe essere il dialogo, un dialogo aperto, rispettoso e comprensivo. In questo clima di scarso dialogo sarebbe il caso di fare una riflessione, anche all’interno della nostra Comunità e, piuttosto che le divisioni, cercare le cose che ci uniscono e che ci possono rafforzare in quanto minoranza.


Violenza? Non ci sto!
di Andrea Šumenjak

Rieccoci dopo la breve pausa estiva, pronti a riprendere il nostro lavoro. Mentre ancora mi trovavo a Cherso, dove ormai dal 1980 la mia famiglia trascorre le vacanze estive, valutavo il taglio da dare al fondo di settembre. Purtroppo, le tristi vicende di quel lunedì nero all’Ospedale di Isola, mi hanno fatto prendere la decisione di soffermarmi sul problema della violenza.

Conosco tante persone che hanno problemi, anche molto seri, di salute. Conosco anche molti medici e so quanto pesante sia il loro lavoro. Conosco anche i problemi del sistema sanitario che, se dal punto di vista tecnologico è sempre più all’avanguardia, dal punto di vista sociale.... Continua


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