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El lotregàn
Giovedì, 15 Aprile 2010 - 23:44

Cefalo dorato (nomi scientifici Mugil auratus e Liza aurata), noto dalle nostre parti come lotregàn o dotregàn (in sloveno zlati cipelj) lotregan_01
El cavestel
Venerdì, 09 Aprile 2010 - 22:48

 Cefalo calamita (nomi scientifici Mugil capito e Liza ramada) noto anche come caostelo o cavestel (in sloveno tenkousti cipelj) cavestel
La "bosega"
Martedì, 06 Aprile 2010 - 22:36

  

Cefalo bosega (nomi scientifici Chelon Labrosus e Mugil Chelo).  Dalle nostre parti è conosciuto con il nome di bosiga o bosighin, mentre la sua denominazione slovena è debelousti cipelj.

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Il cefalo
Venerdì, 02 Aprile 2010 - 11:18

Il cefalo o muggine (Mugil cephalus) è uno dei pesci che non gode, a torto o a ragione, della migliore reputazione tra i consumatori. È comunque tra le specie ittiche più diffuse nel mondo. La sua grande diffusione è legata al tipo di alimentazione e all'adattamento alle condizioni ambientali più severe. Con la parola Cefalo o Sièvolo si usa spesso indicare la generica famiglia di questi pesci, che è quella dei Mugilidi, composta da diverse specie:  volpina, cavestel, bosega, lotregan e cefalo musino.
 
In generale, tutti i cefali hanno una forma affusolata e ben proporzionata, molto idrodinamica e quindi adatta al nuoto. A seconda della specie raggiunge un peso che va da uno a otto chilogrammi. Lo si trova anche in mare aperto, tuttavia predilige le zone costiere, anche se poco ossigenate ed inquinate, predilige fondali molli e ricchi di vegetazione. Spesso i cefali penetrano anche nelle acque salmastre e dolci (lagune e fiumi) e nei porti. Le caratteristiche che rendono questo pesce ovunque diffuso sono la capacità di adattamento ad ampie variazioni di salinità e di temperatura, ma sopratutto il particolarissimo ed eclettico regime alimentare. La sua dieta è costituita prevalentemente da particelle millimetriche di sostanza organica "morta" (detriti di origine animale o vegetale) o vivente (Diatomee, microalghe e zooplancton). Il cefalo assume l'alimento succhiando il fango dai fondali o grattando le superfici sommerse e sputando la parte non nutriente, oppure catturando piccole prede al volo, oppure ancora razzolando alla superficie dell'acqua dove spesso, a causa della tensione superficiale, si raccoglie la sostanza organica più fine e leggera come i pollini,.... ma anche gli idrocarburi. Come la maggior parte delle specie ittiche presenti nel Golfo di Venezia, anche i cefali si muovono spostandosi in relazione alla stagione ed al periodo riproduttivo tra le lagune, poste sul versante occidentale dell'Adriatico (primavera-autunno) e le maggiori profondità delle coste orientali (tardo autunno-inizio della primavera). Un tempo, ciascuna specie di cefalo rivestiva una specifica importanza nelle valli da pesca dell'Alto Adriatico. È bene ricordare che la vallicoltura è una delle forme di allevamento di pesce fra le più antiche. Per la pesca dei cefali vengono utilizzate tecniche diverse. Difficile la pesca con l'amo nelle zone portuali e dalle coste rocciose, il cefalo viene pescato soprattutto con reti da traino pelagico dette volanti, con reti da posta e con reti a circuizione (tratta).

Violenza? Non ci sto!
di Andrea Šumenjak

Rieccoci dopo la breve pausa estiva, pronti a riprendere il nostro lavoro. Mentre ancora mi trovavo a Cherso, dove ormai dal 1980 la mia famiglia trascorre le vacanze estive, valutavo il taglio da dare al fondo di settembre. Purtroppo, le tristi vicende di quel lunedì nero all’Ospedale di Isola, mi hanno fatto prendere la decisione di soffermarmi sul problema della violenza.

Conosco tante persone che hanno problemi, anche molto seri, di salute. Conosco anche molti medici e so quanto pesante sia il loro lavoro. Conosco anche i problemi del sistema sanitario che, se dal punto di vista tecnologico è sempre più all’avanguardia, dal punto di vista sociale.... Continua


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