00:42 , 21 Set 2019
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Di porta in porta per le contrade di Isola

PREFAZIONE

Quando Agnese Babič pensň bene di inviarmi per posta elettronica le immagini che avrebbero corredato la ricerca sui portali di Isola, ancor prima di farmi vedere il testo, anch’io fui preso dalla stessa impazienza della curatrice e non resistetti alla voglia di stamparne subito una copia per poterla esaminare meglio. E scoprii che Isola, nel suo piccolo, aveva una storia da raccontare anche in questo settore: modesta ma dignitosa, pur se limitata ormai a quanto č ancora rimasto dei portali, dei portoni o delle porte dei nostri edifici. Parlando di porte e portali, la storia e quella che viene definita archeologia architettonica, conoscono due definizioni e finalitŕ: le porte che si riferiscono alle entrate nelle città (vi ricordate la Porta Pia di Roma, le porte di Brandenburgo di Berlino, la porta di Ishtar dell’antica Babilonia o la Porta del Sole di Toledo e, perché no, anche il Golden Gate, il famoso ponte “porta d’oro” di San Francisco?); e le porte che rappresentano le entrate in singoli edifici (la porta del Palazzo Tolomei di Siena, quella del Duomo di Milano, la porta di Palazzo Venezia a Roma). Isola, puň vantare entrambe: le porte degli edifici, sulle quali vertono le ricerche e gli studi anche grafici del gruppo di giovani che fanno capo all’Associazione culturale e di ricerca “Mediterraneum” legata alla nostra Comunitŕ, ma puň vantare anche una serie di porte che nei secoli hanno rappresentato i punti attraverso i quali era possibile entrare in città. Tanto è vero che ancora oggi la zona dove un tempo esisteva l’entrata principale continua ad essere chiamata dalla popolazione locale “Le porte”. La ricerca sui portali di Isola, quindi, merita un plauso anche per questo: perché ci riporta alla memoria storica di un patrimonio che in tutti questi decenni abbiamo avuto sotto gli occhi e del quale non ci eravamo resi conto: unica eccezione forse per il portale di Palazzo Besenghi, ma dovuta piů all’imponenza fisica e storica dell’edificio stesso, che ad una reale volontà di valorizzazione del singolo elemento architettonico. Forse in futuro, se qualcuno ne avrŕ voglia e pazienza, andrebbe studiata in maniera ancor piu approfondita la struttura architettonica dell’impianto urbanistico storico di Isola, delle sue vie interne di comunicazione, delle mura e, per quanto possibile, delle “porte d’entrata”, magari riportando accanto ai toponimi attuali, anche quelli passati e, soprattutto, quelli che nella memoria della popolazione locale sono rimasti intatti, nonostante la volontà imposta nei secoli dai diversi governi e regimi. Ma, come si sa: le cose imposte – in fondo – spesso non hanno vita lunga, per fortuna!

Silvano Sau

INTRODUZIONE

Chi avrebbe mai immaginato che tre anni fa, dopo aver concluso il corso di restauro architettonico, una decina di entusiasti, un po' romantici e sognatori, avrebbe continuato la loro collaborazione pubblicando il libro Fieroga. Dopo un anno di attività ci ripresentiamo con una nuova pubblicazione che tratta questa volta la città di Isola e più propriamente le sue porte e i suoi portali. Camminando per Isola il nostro sguardo è stato catturato da diversi particolari interessanti che arricchiscono il centro storico. Involontariamente ci siamo soffermati sulle porte e sui portali delle case.

Sembrano così familiari da indurci a gettare lo sguardo dentro l'edificio e a questo punto si mette in moto la nostra immaginazione. Le porte e i portali, la loro semplicità oppure la loro imponenza ci parlano immediatamente dell'edificio di cui fanno parte e di coloro che ci vivono o che ci hanno vissuto. La loro forma e i dettagli possono cambiare nel tempo, ma il loro uso non muta. Se ci prendessimo un attimo di respiro all'interno della nostra vita quotidiana e ci soffermassimo ad osservare ciò che ci circonda, ci renderemmo conto di quanti sono i particolari che rendono l'ambiente in cui viviamo più caldo e intimo.

Uno degli intenti del nostro gruppo è, quindi, valorizzare gli elementi che caratterizzano, o solo abbelliscono le nostre città istriane. Abbiamo scelto le porte, ma avremmo potuto soffermarci anche su altri particolari, come camini, pozzi o altri elementi architettonici, insomma tutto ciò che testimonia la nostra storia, le tradizioni, il modo di vivere di un tempo.

Isola non presenta un'architettura monumentale ma solo edifici umili, tranne poche eccezioni,  che pur nella loro semplicità testimoniano l'influenza che ha avuto la Serenissima in questo territorio. Quest'influenza è molto più visibile nelle vicine città di Capodistria e Pirano dove l'archittetura è più ricca e ritroviamo numerosi esempi di facciate impreziosite da decorazioni scultoree, segno di maggiore sviluppo economico e culturale. Infatti a Isola la popolazione era per di più volta all'agricoltura e alla pesca.

La parte più importante della pubblicazione è costituita dal catalogo grafico che documenta 25 portali analizzati da un punto di vista storico, stilistico e architettonico e corredato da un apparato fotografico. La scelta dei portali da analizzare è stata fatta in modo tale da inglobare la maggior parte delle tipologie presenti per ottenere una visuale d'insieme globale. Sono stati presi in considerazione portali di edifici religiosi, residenziali e industriali.

La prima parte del libro comprende un capitolo che riguarda le usanze e i modi di dire legati alla porta. Segue un breve scorcio sullo sviluppo architettonico della città che ci aiuta a inserire l'elemento porta in un contesto urbano. A questo proposito è stata interessante l'analisi catastale fatta all'Archivio di Stato di Trieste che ci ha dato modo di conoscere più da vicino la tipologia degli edifici di Isola. Arriviamo così all'ultimo capitolo che descrive nel particolare le porte e i portali introducendo il catalogo vero e proprio.

Desideriamo ringraziare l'Istituto per la tutela dei beni culturali di Pirano per averci messo a disposizione la loro documentazione che ci ha dato un valido aiuto nel nostro lavoro di ricerca.

Associazione Mediterraneum

 

 

 Via Alla scuola 1

 

Via Smrekar 38

 

Via Smrekar  50

 

Palazzo Manzioli, Piazza Manzioli 5 

 

Chiesa di S.Maria d'Alieto,  Piazza Manzioli

 

Casa Zanon, Via Krpan 5

 

 Duomo di S.Mauro

 

Scuola dei Battuti, Via Gregorčič  74

 

Palazzo Besenghi, Via Gregorčič 76 

 

Chiesa di S.Caterina, Via Gregorčič 21

 



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